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I piaceri della notte
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domenica 9 dicembre 2012

Il giorno che ci incontrammo di Lizzie Enfield

Un romanzo che mi ha sorpresa, perché lo immaginavo diverso e che consiglio a tutti, perché merita di essere letto per riflettere sul senso della vita. La copertina o la trama non trasmettono l’intensità di questo libro.

La protagonista Holly ha un marito e due figli, ma tutto intorno a lei cambia dopo un grave incidente ferroviario nel quale resta personalmente coinvolta. Accanto a lei, nel momento del bisogno, in quei drammatici istanti di puro terrore, c’è un uomo, uno sconosciuto, che la rassicura, dicendole che tutto andrà bene.

Queste esperienze dolorose uniscono profondamente chi le ha condivise ed è così che, tornata ad essere una pendolare che va al lavoro, Holly cerca l’uomo che l’ha aiutata a sopravvivere.

Entrambi è come se provassero le stesse cose, la stessa strana sensazione che non li fa stare bene nel mondo così com’era prima dell’incidente. Avvertono i postumi, gli strascichi della medesima tragedia, nella quale qualcuno è morto. Soffrono forse della sindrome del sopravvissuto, cioè si sentono in colpa, o c’è qualcosa di più?

Iniziano a sentirsi bene soltanto stando insieme. Le loro esistenze iniziano a intrecciarsi, più spesso del dovuto. Oltre a loro, le rispettive famiglie, le amicizie, i colleghi e gli altri sopravvissuti continuano a vivere le loro esistenze, sperando di farle rimanere normali.

Non riesco a esprimere la complessità di questo romanzo che parla di esseri umani, di sentimenti, di aspettative e di ricerca della tranquillità e della felicità.

Il giorno che ci incontrammo di Lizzie Enfield è un libro che mi è piaciuto molto e che può aiutare a spiegare molte cose, anche delle vostre vite. 


Le esperienze dolorose uniscono 
o dividono le persone? 

3 commenti:

Erika ha detto...

Il dolore unisce le persone, devo leggerlo. Ho appena finito "Finchè le stelle saranno in cielo". Buona vita Antonella.

Elisabetta ha detto...

Muoio dalla voglia di leggerlo! Grazie per la dritta! :)

http://ilovenailenamels.blogspot.it/

Adriano Maini ha detto...

Dando per scontato che sia un romanzo americano, trovo che abbia quella dose di realismo che lo rende meno... americano.

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